Protesi di Pene, la soluzione all’Impotenza Erettile Severa.

protesis maleable marco cosentino

Cos’è la protesi di pene.

La protesi di pene rappresenta il trattamento d’elezione per la disfunzione erettile di grado severo. In questa condizione, una persona non riesce ad ottenere coi farmaci una rigidezza sufficiente del pene per mantenere una relazione soddisfacente. Il pene è composto da un condotto centrale (uretra, corpo spongioso) che traporta l’urina all’esterno e da due spugne cilindriche (corpi cavernosi) che si riempiono di sangue e che viene “intrappolato” dentro, e questo dà rigidità al pene; la disfunzione erettile comporta che il sangue non riesca ad affluire correttamente dentro queste spugne e che per questo il pene non arrivi alla rigidezza desiderata. Le protesi altro non sono che due cilindri che sostituiscono internamente queste due spugne speciali. Possono essere di due tipi: “malleabili”, che vuol dire pene sempre rigido con possibilità di muoverlo in ogni direzione ed “idrauliche” o tri-componenti, che sono attivabili e disattivabili manualmente attraverso un sistema idraulico che da rigidità al pene quando attivato e lo affloscia quando disattivato.

La protesi di pene rappresenta la soluzione definitiva al problema dell’impotenza erettile.

Esistono due “famiglie” di protesi: la malleabile e l’idraulica. Mente la prima comporta vivere con una protesi costantemente rigida e, pertanto, un pene sempre eretto (nonostante possa tranquillamente piegarsi in ogni direzione e sistemarsi all’interno degli indumenti intimi); la seconda permette di irrigidire il pene attivando e disattivando una pompa idraulica collocata nello scroto che lo irrigidisce pompando liquido dentro la protesi (azionando varie volte la pompa scrotale) e lo affloscia svuotando la protesi dal liquido (premendo un pulsante della pompa).

Come si realizza un intervento per impiantare una protesi di pene?

Mentre la protesi malleabile comporta un’intervento non molto complesso (che realizzo anche in forma ambulatoriale e in anestesia locale in determinati casi), la protesi idraulica comporta un intervento tecnicamente più complesso; in entreambe i casi il grado di soddisfazione del paziente supera il 97%.

Visivamente il paziente sottoposto ad impianto di protesi malleabile noterà due incisioni di approssimatamente 2 cm l’una lateralmente al pene, i punti di cute che si utilizzeranno saranno di materiale riassorbibile e cadranno soli. Potrebbe essere necessario eseguire la circoncisione allo stesso tempo.

In caso di protesi idraulica l’incisione cutanea è solo una ed è scrotale alta; anche in questi pazienti i punti di cute saranno di materiale riassorbibile. I nentrambe i casi, i corpi cavernosi del pene andranno svuotati e saranno sostituiti dalla protesi.

Complicanze più frequenti.

Le complicanze più frequenti sono rappresentate dell’ematoma di pene, scroto, perineo o addome e dall’infiammazione locale, tali complicanze non preoccupano e si gestiscono con trattamento orale e topico; alte complicanze più temibili sono l’erosione dei corpi cavernosi, dell’uretra e l’infezione della protesi, in questi casi il rischio di espianto di protesi è elevato.

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Come funziona, tipi di impianto protesico e procedimento chirurgico.

La protesi non fa altro che conferire rigidità ad un organo che ha perso tale capacità e può farlo in due forme: permanentemente con la protesi malleabile o “a comando” con la protesi idraulica. Tecnicamente sono due interventi completamente diversi: la protesi malleabile è meno complessa da impiantare e si può fare anche ambulatorialmente ed in anestesia locale (tecnica totalmente innovativa in Italia, solo un altro centro in Europa esegue la tecnica), mentre la protesi idraulica richiede un livello tecnico più avanzato. In quest’ultimo caso eseguo una tecnica, frutto di anni d’esperienza fuori dall’Italia, che consente una unica mini-incisione (chirurgia minimamente-invasiva) a livello della linea centrale dello scroto quasi invisibile una volta cicatrizzato; attraverso l’unica incisione provvedo ad impiantare i cilindri, il reservorio (serbatoio, accanto la vescica) e la mini pompetta idraulica tra i testicoli (invisibile ad occhio nudo).

Con la protesi malleabile il pene è “sempre pronto all’uso” nel senso che è sempre rigido e si può avere una relazione in qualsiasi momento. Non da dolore, non provoca fastidi e visivamente si vedranno due piccole cicatrici a lato del pene ognuna di 1-2 cm; non richiede apprendimento per attivarla e disattivarla ne dimestichezza coi movimenti manuali e si offre il vantaggio dell’impianto ambulatoriale ed in anestesia locale. Chi lo desideri, e chi rientra nei criteri di inclusione per essere operato così, può accedere ad una delle cliniche dove esercito, farsi operare ed andare a casa subito dopo in totale anonimato. Non c’è ospedalizzazione, non bisogna stare a dormire in reparto e una volta terminato l’intervento si può andare tranquillamente a casa. La privacy e l’anonimato (fondamentali per questo tipo di procedimenti) vengono così rispettati al massimo, diminuiscono sensibilmente i rischi legati agli interventi in anestesia generale e loco-regionale (spinale/peridurale), diminuiscono i rischi secondari all’allettamento post-intervento (trombosi venosa profonda, embolismo polmonare ed altro) e, cosa non da poco, c’è un concreto risparmio per il paziente fino al 41% rispetto ad un qualsiasi altro procedimento di impianto protesico.

La protesi idraulica o tri-componente, invece, è uno strumento molto più complesso e completo sotto diversi punti di vista: consente di avere un pene flaccido ed un pene eretto “a comando” una volta attivata la pompetta idraulica che è invisibile e nascosta tra i testicoli. Richiede sempre che si impiantino due cilindri che sostituiscono i corpi cavernosi, però questi sono gonfiabili e sgonfiabili in quanto collegati ad un piccolo serbatoio contenente soluzione fisiologica collocato a lato della vescica; il liquido si muove dal serbatoio ai cilindri attivando la piccola pompetta che è nascosta tra i testicoli (sufficienti 15-20 secondi circa). Nella struttura dove lavoravo in Spagna ne impiantavamo circa 60 ogni anno (nessuno ha numeri simili in Europa) e ciò ci ha consentito di sviluppare una tecnica realmente mini – invasiva che permette di sfruttare la linea centrale che separa lo scroto per impiantare i cilindri, il serbatoio e la pompetta idraulica. Una volta rimarginata la ferita (sempre comunque di piccolissime dimensioni) il paziente non noterà assolutamente nulla ed i punti che utilizzeremo per la pelle saranno di materiale riassorbibile (cadono da soli).

I vantaggi

Per chi decide di farsi impiantare una protesi di pene i vantaggi sono elevatissimi ed il grado di soddisfazione dopo l’intervento (indipendente dal tipo di protesi impiantata) è del 97% circa. Chi aveva perso la vita sessuale per il problema di base che lo ha portato a perdere le erezioni, ora può essere felice e ha risolto definitivamente i suoi problemi. Già a un mese dall’intervento, cioè una volta che i punti siano caduti e che la ferita sia ben rimarginata, il paziente potrà provare la protesi. Per esperienza, nessuno rimane lontanamente scontento dopo l’intervento e tutti si lamentano dello stesso: “Perché non l’ho fatto prima??”. Non c’è un limite di utilizzo della protesi, in teoria ed in pratica si può anche più volte al giorno (sempre che la partner lo consenta), non cambia la sensibilità, il piacere e l’orgasmo, l’unico cambio è rappresentato dall’avere il pene rigido mentre prima non lo era. Il materiale, la protesi, è assicurata per 10 anni quindi parliamo di un qualcosa di qualità estremamente elevata.

Controindicazioni

L’impianto protesico presenta poche e rare controindicazioni e queste sono comunque “generali”. L’assunzione di farmaci che alterano la coagulazione del sangue rappresenta una controindicazione ma questi farmaci possono essere sostituiti con altri se si arriva all’intervento. Il richiedere una protesi di tipo idraulico, quindi la più completa, non vuol dire in automatico che il chirurgo l’impianta: il paziente deve mostrare una certa dimestichezza coi movimenti manuali per poter attivare e disattivare la pompa, avere una Ferrari in garage e non avere le chiavi per entrare e accenderla sarebbe uno spreco di denaro.

Costi

Quello che veramente incide su questo tipo di chirurgia sono i costi del materiale ma c’è molta cattiva informazione a riguardo. Ci sono due case commerciali che producono le protesi nel mondo, ed entrambe fanno protesi malleabili ed idrauliche. Ovviamente la protesi malleabile, tecnicamente molto più semplice, ha un costo nettamente più basso rispetto a quella idraulica. Su internet leggo di colleghi che riportano prezzi di protesi idrauliche di circa 10.000 euro, quello che faccio io è offrire al paziente la possibilità di comprare la protesi direttamente dalla casa commerciale abbattendo così notevolmente i costi del materiale ed evitando inoltre il passaggio a terzi che vogliono il loro margine. Pertanto, una protesi malleabile avrà un costo di circa 1.500 euro mentre la protesi idraulica tri-componente di ultimissima generazione (cilindri, serbatoio, pompa) avrà un costo di circa 7.500 euro. A questi costi vanno aggiunti quelli della clinica e del chirurgo che non superano in nessun caso quelli della protesi. I costi del materiale protesico, così come dell’intervento, sono deducibili.

Consigli

L’unico consiglio che mi sento di dare alle persone con disfunzione erettile severa è quello di cercare un vero specialista in andrologia chirurgica (magari anche urologo come me) e parlare del loro problema senza la minima vergogna e senza trascurare aspetti della sfera personale. Posso capire che i costi rappresentano un fattore importante che spaventa le persone, ma ad oggi con 7.500 euro non si compra neanche una Panda che, tra l’altro, non è garantita 10 anni e non dà gli stessi piaceri di una protesi di pene.