Trattamento Medico Iperplasia Prostatica Benigna (IPB)

In quest’appartato spieghiamo cose’è l’iperplasia benigna della prostata, qui spieghiamo il trattamento medico proposto per questa patologia.

Esistono diversi trattamento per la BPH, lo specialista deciderà qual’è il più appropriato per il paziente tenendo in conto diversi parametri.

In generale, i principali trattamenti per l’IPB sono:

  1. Il trattamento medico;
  2. La chirurgia.

Qual’è il Trattamento Medico dell’iperplasia benigna della prostata?

  1. Alfa Blockers. Gli alfa-blockers sono farmaci che rilassano la muscolatura della prostata e della vescica. Megliorano il flusso urinario e riducono i sintomi della BPH rapidamente. I principali effetti secondari degli alfa-blockers includono capogiri, stanchezza e retro-eiaculazione (il paziente può vedere all’eiaculare un volume di sperma più basso o assente); tali sintomi sono tutti dipendenti dall’utilizzo del farmaco e l’effetto collaterale e totalmente reversibile al lasciare il trattamento. Questi farmaci sono indicati in pazienti con BPH moderata o severa però con una prostata di dimensioni “medie” in quanto in volumi prostatici > ai 45 cc gli alfa-block non funazionano bene.
  2. Inibitori della 5-Alfa Reduttasi. La famiglia di farmaci inibitori della 5-alfa reduttasi bloccano la conversione del testosterone in diidrotestosterone (DHT) riducendo progresivamente il volume prostatico. Questi farmaci riducono la necessità di ricorrere alla chirurgia e gli effetti collaterali sono principalmente sessuali già che i pazienti possono riferire, al massimo, diminuzione della libido. I pazienti devono utilizzare il farmaco non meno di 3-4 mesi consecutivi se vogliono obiettivare un cambio nei sintomi e possono rappresentare la migliore opzione negli uomini con prostate molto grandi.
  3. Terapia di Combinazione. La terapia di combinazione utilizza un alfa-blocker e un inibitore della 5-alfa riduttasi assieme. Vari studi hanno dimostrato che l’associazione di queste due classi di farmaci, invece di utilizzarne solo una, è più effettiva nel ridurre i sintomi della via urinaria inferiore, nel migliorare il flusso urinario e la qualità di vita dei pazienti affetti da sintomi urinari. Questi farmaci lavorano meglio in combinazione rispetto a prenderne uno solo di questi e possono prevenire il peggioramento della BPH. Gli uomini con prostate di grande volume sono soliti essere buoni candidati a questo tipo di trattamento.
    Riguardo il trattamento chirurgico dell’Iperplasia Benigna della Prostata puoi prendere informazioni in quest’appartato.

L’intervento della Prostata e il trattamento chirurgico dell’Iperplasia Prostatica Benigna.

operacion de prostata marco cosentinoTrattamento Chirurgico (minimamente-invasivo) dell’Iperplasia Prostatica Benigna.

Per il trattamento dell’iperplasia prostatica benigna si ricorre ad un intervento a livello della prostata e, quest’intervento, può essere minimamente invasivo. Gli uomini con sintomi delle basse vie urnarie da moderati a gravi sono buoni candidati a questo tipo di trattamento.

La persona condidata a questo procedimento può notare:

  1. Sintomi da moderati a gravi (LUTS);
  2. Ostruzione della via urinaria e / o della vescica;
  3. Litiasi;
  4. Residuo post-mizionale elevato;
  5. Possono non rispondere al trattamento medico.

Perchè si ricorre ad interventi con procedure minimamente invasive per il trattamento chirurgico dell’iperplasia benigna di prostata?

Obiettivo dei procedimenti minimamente invasivi è procurare un importante allevio dei sintomi del paziente. Questi trattamenti sono diversi e, i più sicuri conosciuti e con migliori risultati sono:

  • Resezione Trans Uretrale di Prostata (TURP). La resezione trans-uretrale di prostata è la chirurgia più comune che si esegue per l’IPB e utilizza corrente elettrica. Una volta introdotto lo strumento attraverso l’uretra, un’ansa speciale taglia framenti di tessuto prostatico che inizialmente vengono spinti in vescica e posteriormente eliminati fuori. Al termine bisogna collocare un catetere vescicale e il paziente potrà essere dimesso alle 48-72 ore dall’intervento. Questo trattamento presenta resultati eccellenti (nonostante sia datato ed esistano tecniche migliori e più sicure) e tutti gli altri trattamenti sono generalmente comparati con questo.
  • Vaporizzazione Prostatica Foto-selettiva con Plasma (PVP). Con la vaporizzazione foto-selettiva della prostata, allo stesso modo che in tutte le altre tecniche, il chirurgo utilizza uno strumento che passa attraverso il pene dentro l’uretra. Un elettrodo si muove sulla superficie della prostata dove trasmette energia che vaporizza il tessuto prostatico. Il tipo di energia utilizzata è “bipolare” e lo strumento permette la formazione di una nube di plasma a livello della superficie prostatica che permette la vaporizzazione del tessuto e, allo stesso tempo, chiude automaticamente i vasi sanguigni; il sanguinamento post-operatorio, pertanto, così come la sindrome da assorbimento di liquidi sono eventi del tutto molto rari ed il paziente è solitamente dimesso senza catetere dalle 24 alle 48 ore dopo la chirurgia.
  • Enucleazione Prostatica con Plasma (PEP). Con l’enucleazione prostatica con plasma, il chirurgo introduce un resettore attraverso il pene nell’uretra e con lo strumento alimentato da energia al plasma si separa l’adenoma prostatico dalla capsula prostatica, si spinge quindi l’adenoma in vesica che è poi frammentato con uno strumento speciale e rimosso dalla stessa. I benefici di questo intervento sono molti e rappresentati da: sanguinamento e complicanze minime o assenti (paragonabili alla PVP); dalla possibilità di evitare una chirurgia con incisione addominale ed impotanti complicanze intra e post-operatorie. I buoni candidati a questa chirurgia sono gli uomini con una prostata molto grande che vogliono evitare una chirurgia più aggressiva o quelli che, a causa dei loro problemi, non possono essere candidati ad una chirurgia maggiore.

Last Updated on by Marco Cosentino